#teniamobotta

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Domani sono a Bologna per l’assemblea che Pippo Civati ha convocato. Un “incontro aperto a tutti quelli che tengono alla sinistra e all’ulivo, almeno un po’. Che di questi tempi…” (link). In momenti come questi è importante farsi sentire perché, come dice il mio amico Marco: “Lo so che state facendo di tutto per cacciarci dal partito. Lo so che lo state facendo perchè non vi sentite legittimati dalla base nelle vostre scelte. Lo so che avete paura che domani il partito ce lo prenderemo, e che facendoci fuori vogliate eliminare punti di riferimento per voi pericolosi”.

Io non so cosa stia frullando nella testa di Civati. Quello che so è che credo che il Partito Democratico sia un corpo che ha un incredibile bisogno di avere linfa vitale per capire cosa deve essere da grande. So che la stagione che stiamo vivendo è quella più dura per una mozione di minoranza (che per di più in Parlamento è retta da pochissimi esponenti). Credo anche che ci sia una prateria davanti a noi se riusciamo a non mollare, se riusciamo a continuare il nostro cammino dentro questo partito portando buone pratiche, buone persone e buona politica. Credo che il momento più duro si affronti assieme e che nessuno debba sentirsi un corpo estraneo. Credo che si debba tutti quanti #tenerebotta e passare la tempesta. Perché dopo il mare sarà calmo e potremo davvero ricominciare a costruire, come ci siamo detti.

Domani chi si sente di sinistra e crede sia possibile farlo nel Partito Democratico batta un colpo. Siamo in tanti ad essere stufi di questo modo di fare le cose. Dalla politica degli accordini, ai rimpasti passando per i governi che dovevano cambiare le cose e invece non lo cambieranno e la paura di fallire che ci porta alla paura di non esporci.

Ci siamo convinti a seguire Pippo Civati sull’onda dell’entusiasmo di una visione nuova, di un Partito Democratico vicino a quello spirito originale che lo aveva animato: il grande partito progressista che l’Italia non aveva mai avuto. Una sinistra nuova, moderna, ideologica perché capace di costruire una visione del mondo che non si ferma al giardino di casa ma che ha voglia di immaginare, e tentare di costruire, il futuro. E per farlo abbiamo bisogno di non disperdere quel grandissimo capitale politico che abbiamo costruito, passo passo, prima nella campagna nazionale (il cui 14% sembra solo in apparenza un fallimento: abbiamo perso ma abbiamo 400 mila persone che ci hanno detto di credere nel cambiamento di questo partito e quindi di questo paese) e poi in quella regionale con Daniele Viotti (il cui 11% è tantissimo considerando i mezzi che avevamo, i competitor, e l’idea di dover tenere quel 9% che avevamo preso in Piemonte alle convenzioni). Stiamo costruendo una credibilità. Stiamo costruendo un’idea e abbiamo il capitale umano migliore che si possa pensare. Abbiamo persone che ci guardano e vedono delle cose che si stanno muovendo. Non vedono il corpo morto, vedono la vita sotto il corpo morto. Vedono la vera terza via.

E sarebbe un peccato, adesso, buttare tutto al vento. Chi mostra i muscoli lo fa perché non è convinto delle proprie idee e vuole neutralizzare con la forza chi invece potrebbe spuntarla. Noi non dobbiamo essere quelli che portano via la palla. Dobbiamo essere quelli che hanno veramente il coraggio delle proprie idee e rompere lo schema, alzare la barra e fare in modo che nel Partito Democratico si parli di politica. Ma di politica VERA.

Questo è un momento alla The West Wing. Pensiamoci bene. Quando il presidente Bartlet è in difficoltà, ha la Camera contro, sta perdendo tutte le battaglie e sta cedendo alle pressioni di chi vorrebbe che percorresse la strada più semplice. Ma alla fine Leo McGarry, il capo dello staff, gli fa capire che quello che conta è che “Let Bartlet Be Bartlet”. Possiamo perdere alcune di queste battaglie, fa parte del gioco, ma la nostra eredità sarà molto più grande. Alzeremo il livello del dibattito in questo paese. Porteremo una grande politica progressista che non potranno ignorare. Faremo in modo che la nostra differenza diventi la prassi. Perché noi siamo il futuro. Rimettiamo la palla in gioco per il nostro secondo tempo. #teniamobotta e Let Civati Be Civati.

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