Festival, cultura e territori. Parte 1: Alpette Rock Free Festival

Inizio qui una serie di riflessioni sul tema dei festival musicali e il territorio. Cominciamo con il caso dell’Alpette Rock Free Festival, che dopo 10 anni quest’anno non si farà.

ARFF14_cartolina-F

La domanda ricorrente che si fa in questi casi è sempre e solo una: «perché?». Perché un comune di 277 abitanti nella provincia di Torino più lontana e decentrata rinuncia – apparentemente a cuor leggero – a una manifestazione che da circa dieci anni rende questa cittadina una delle mete turistiche dell’estate? Una manifestazione che, anno dopo anno, è cresciuta sempre più al punto da attirare, lungo i suoi quattro giorni, più 10,000 persone da tutta Italia (e non solo il Piemonte, quindi). Come mai il comune di Alpette ha rinunciato al suo Alpette Rock Free Festival? Un festival di musica alternativa e indipendente che cercava, quantomeno nello spirito, di replicare nel complicato scenario italiano, lo spirito e l’attitudine dei grandi festival europei? Proprio loro, quelli che invidiamo, che ci rammarichiamo di non poter replicare e spesso ci chiediamo come mai non possiamo replicarli.

Il comune di Alpette, nella figura del sindaco Silvio Varetto, ha messo tutta una serie di paletti burocratici che rendono di fatto impossibile l’organizzazione del festival. Norme di ordine pubblico, traffico stradale e – soprattutto – sulle dimensioni dell’area per il campeggio. Tutta la faccenda è stata riassunta dall’associazione To Locals, che organizzava il festival. Vi invito a leggerla per farvi un’idea. Fatto sta che in questo atteggiamento c’è una delle risposte alla fatidica domanda: come mai certi eventi in Italia proprio non riescono a prendere piede.

Per spiegare il caso di Alpette vi faccio l’esempio del FIB di Benicassim. Un festival spagnolo: un contesto da sempre considerato culturalmente vicino al nostro, con una situazione economica certo non facile e tutta una serie di problematiche che immaginate benissimo da soli senza che io ve le stia a spiegare. Lo scenario in cui si svolge la manifestazione, fatte le debite proporzioni (da un lato un festival che supporta la scena locale, dall’altro un festival gigante).

Benicassim è una località balneare della valenciana che da 19 anni ormai si dona totalmente al festival che ha reso una città di 18 mila abitanti (certo, non meno di trecento, ma ci siamo capiti) uno dei centri dell’estate europea. Chi va a Benicassim va per un festival ma va soprattutto per una vacanza. Chi compra l’abbonamento per il festival compra anche il diritto di stare nove giorni nell’area campeggio riservata (e si tratta di un posto per migliaia di giovani) e vivere il mare con un festival di musica internazionale della durata di quattro giorni in mezzo. Considerando i problemi dati dall’amministrazione di Alpette, è curioso raccontare l’aneddoto di cui sono stato testimone durante la mia permanenza a Benicassim. Dato che la città è nel Desert de les Palmes, la temperatura – soprattutto a metà luglio – è allucinante. I ragazzi quindi erano costretti ad andare nei supermercati locali per stare un po’ al fresco e lì si addormentavano. E la gente del luogo non diceva niente, non perché si tratta di turisti paganti, ma perché si tratta di persone civili che vogliono solo stare un po’ al fresco. Immaginatevi un paesino del Piemonte gioiosamente invaso da decine di migliaia di persone che tra le altre cose si addormentano al parco, nei giardini, sotto gli alberi e anche nel supermercato locale o in stazione. Immaginate la reazione media. Immaginate la stampa locale. Da un lato, abbiamo una città di 18 mila abitanti che si presta totalmente all’evento che l’ha resa anno dopo anno un posto famoso (ho pure incontrato gente che si è comprata la casa lì per la villeggiatura standard dopo aver fatto il festival). Dall’altro, una municipalità di 277 anime che rende impossibile lo svolgimento di una rassegna con 10,000 persone tra il pubblico (ovvero circa 36 volte i suoi abitanti). Secondo alcuni dati si calcola che un turista medio in vacanza in Piemonte si trovi a spendere circa 100 euro al giorno. Mi sembra difficile che l’avventore medio di Alpette Rock Free Festival arrivi a spendere tanto:stiamo pur sempre parlando di un giovane squattrinato che va in campeggio con gli amici e si limita a bere, mangiare e comprarsi qualche disco e qualche maglietta e che magari non si ferma al festival per tutti e quattro i giorni della rassegna.Ma anche se calcoliamo un esborso di 100 euro complessivi a testa per quattro giorni, vediamo come Alpette abbia potenzialmente rinunciatoa circa 1 milione di euro. Perché?

Perché una proposta artistica e culturale di questo genere deve incontrare questi problemi soprattutto quando sta per compiere il salto per crescere e diventare qualcosa di davvero importante? Perché le proposte più alternative e laterali, soprattutto in luoghi marginali che avrebbero solo da guadagnare da una grande esposizione del genere, sono viste più come un fastidio che come un’opportunità? Perché ogni tentativo di creazione di comunità o di costruzione di un tessuto sociale attraverso la cultura quale che sia viene visto con sospetto? Le motivazioni sono tante e io vorrei lavorare affinché anche in Italia ci sia un’accoglienza diversa a questo tipo di esperienze.Il festival di Alpette è andato. Almeno per quest’anno. Ma si crea un precedente pericoloso. Di cosa parliamo quando parliamo di cultura? Di territorio? Di politiche sociali e giovanili? Io parlo anche di questo.

Annunci

Un pensiero su “Festival, cultura e territori. Parte 1: Alpette Rock Free Festival

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...