Angelino Alfano, niente di nuovo. Ma il coraggio del PD?

Quando ieri il ministro degli interni Angelino Alfano si è riferito ai venditori abusivi sulle spiagge italiane come i «vu cumprà» ci ha fatto un grande servizio. Come nel caso della polemica sull’Articolo 18, come nei casi recentemente citati da Alessandro Gilioli sul suo blog, dove addirittura lo ringrazia. E ha ragione a farlo. Perché così facendo Alfano ci ricorda chi è. Di che partito fa parte. A che orizzonte politico fa riferimento. E come mai abbiamo ragione – noi dissidenti del Partito Democratico – a considerare questa alleanza di governo una zavorra impossibile da digerire. Alfano ci ha ricordato che il Nuovo Centro Destra, sotto il cappello consolatorio della «responsabilità» è in realtà una formazione politica reazionaria e conservatrice, spaventata dall’altro, affezionata allo schema vigente, nemica dello stato sociale, dell’idea di una società aperta e libera. Ed è anche un soggetto politico in crisi, che ha preso pochissimi voti e che è quindi alla ricerca di una sua identità, di accreditarsi presso un certo elettorato e di dimostrarsi come portatore di una cultura politica che adesso sta vivendo un vuoto di potere (nonostante tutti i Patti del Nazareno di questo mondo). Ma soprattutto, è la dimostrazione di quello che la destra è in Italia e conferma le assai lungimiranti parole di Norberto Bobbio che, nel suo citatissimo Destra e Sinistra (Donzelli, 1994) identifica della diade tra «uguaglianza» vs «disuglianza» il vero discrimine tra una persona di destra e una di sinistra. La lotta ai «vu cumprà» è solo l’ultimo segno, in ordine di tempo, che siamo davanti a una forza politica profondamente iniqua, profondamente razzista, profondamente dalla parte del più forte e interessata a non vedere il quadro generale per prendersela con i deboli, le ultime ruote del carro, i diseredati. Se c’è dell’imbarazzo nel presidente del consiglio ad avere un ministro dell’interno espressione di questa ideologia, beh, forse farebbe meglio a manifestarlo. Soprattutto quando si parla un giorno sì e l’altro pure di «coraggio» come parola d’ordine della new wave politica.

Annunci

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...