Il populismo è di destra

L’adozione e la diffusione degli strumenti di democrazia diretta, ad esempio, rappresenta un altro tentativo di aggirare i partiti. Non è certo una sfida nuova, questa. Tutt’altro. È comunque molto radicale perché va al cuore della legittimità stessa dei partiti come vettori di collegamento tra cittadini e istituzioni. Il populismo giacobino nasce proprio dall’appellarsi direttamente al popolo contro i «corpi intermedi» che distorcono e pervertono ai loro fini la volontà popolare. Oggi, tuttavia, la diffusione degli strumenti della democrazia diretta come i referendum appare del tutto insufficiente a determinare una emarginazione del partito in quanto tale. In fondo coloro i quali invocano l’uso continuo di questo strumento non sono gruppi di cittadini o associazioni della società civile, bensì formazioni politiche dell’estrema destra populista per delegittimare i partiti tradizionali, contrapponendo loro il volere «autentico» del popolo. Non per nulla vengono etichettate, a buon diritto, come populiste.

(Piero Ignazi, Forza senza legittimità. Il vicolo cieco dei partiti, Laterza 2012, pp. 102-3)

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