Il programma della condivisione. #futuropossibile

Non avevo ancora pubblicato il programma di sabato. Eccolo qui. Per cominciare a parlare di «sharing economy» abbiamo deciso di impostare il discorso sulle pratiche che stanno emergendo o che sono già emerse sul nostro territorio. Dai discorsi di tipo economico (riduzione della spesa pubblica, condivisione di risorse) a quelli sociali (le case del quartiere, il riutilizzo degli spazi pubblici, la condivisione dei servizi) passando per i modi in cui la politica può agire per rendere questi modelli sempre più attuali e protagonisti della nostra agenda.

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Dialettica interna

Da tempo vengo assalito da un dubbio atroce. Se noi della minoranza PD veniamo da sempre considerati ininfluenti, lamentosi, gufi e compagna volante, come mai si perde così tanto tempo ad attaccarci, darci contro, cercare di delegittimarci al limite del bullismo? Insomma, la dialettica ai tempi della turbo-politica potrebbe essere qualcosa di diverso. O forse qui c’è qualcuno che è molto poco sereno.

#astensionER: La ricerca del colpevole

In Emilia Romagna, che ha una percentuale media di partecipazione al voto del 70%, per le regionali ha partecipato meno del 37% degli aventi diritto al voto. Grande riflessione al Partito Democratico, che vince questa tornata con la maggioranza ‘relativa’ (la maggioranza assoluta, infatti, ce l’ha il ‘non voto’). Subito è partita la caccia al colpevole. Ecco una lista per orientarsi meglio tra le varie opzione.

  1. gli elettori non hanno capito.
  2. gli elettori non hanno capito che si doveva andare a votare di domenica.
  3. la vittoria del Sassuolo sul Torino ha portato via una fetta di elettorato, intento a festeggiare.
  4. l’ennesima prestazione risibile del Parma ha portato via una fetta di elettorato intento a bere per dimenticare il declino.
  5. gli elettori che a furia di Primarie del PD sono andati a votare al Circolo e poi si è fatto tardi.
  6. gente che non è andata a votare perché aspettava l’indicazione di voto di Gianni Morandi.

Perché comunque in effetti che abbiamo allontanato noi la gente è un’ipotesi da non prendere nemmeno in considerazione.

L’economia della condivisione. Perché il futuro è possibile.

Il 29 novembre, l’eurodeputato del Partito Democratico Daniele Viotti organizza a Torino un’iniziativa che si preannuncia molto interessante sulla «sharing economy». Una prospettiva di sviluppo possibile, dove la comunità riscopre il concetto di accesso, utilizzo e condivisione rispetto al possesso e all’esclusività. Si parlerà di buone pratiche e di orizzonti. Tra Torino, l’Italia e l’Europa. Ne ho scritto sul mio profilo Medium (del resto, perché non farsi un social nuovo?).

L’evento su Facebook è qui.

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Per come si è

[…] Scrivo su un giornale, aveva aggiunto con fierezza. In verità la sua firma era comparsa soltanto due volte nella pagina delle lettere. Ma la ragazza-Nietzsche non covava sospetti, né pareva attribuire particolare importanza alla lista di decorazioni più o meno attendibile che Moraldo sfoggiava. Sembrava, piuttosto, che le piacesse lui. Lui senza albero genealogico, lui senza medaglie. Il che, agli occhi dell’interessato, risultava tanto stupefacente, fittizio, da volerglisi opporre con tutte le forze: almeno in questo, contava riaffermare il principio di realtà. A niente valeva la dolcezza con cui lei gli spiegava che si poteva voler bene a qualcuno anche se non scrive sui giornali. Si può volere bene a qualcuno perciò che è. Senza nulla intorno. […]

Paolo Di PaoloMandami tanta vita, Feltrinelli, 2013, p. 22