Pertini, la Lega Nord e l’appropriazione nazional-popolare

Molti hanno giustamente trovato fuori luogo la Lega Nord che cita il discorso presidenziale di Sandro Pertini (video) in contrapposizione a quello di Giorgio Napolitano. Ed è sacrosanto sottolineare la differenza e la distinzione tra quello che appare e quello che invece si vuole far passare (ad esempio il passaggio sull’Europa). Così come è fondamentale, soprattutto di questi tempi, ricordarsi che la storia non è una pappa indiscriminata e indistinta a cui si attinge quando più fa comodo (cfr. Furio Jesi). Insomma, ricordarsi di chi fosse Pertini, cosa rappresentava e da dove veniva è un esercizio giusto. Ma questo meccanismo di citazione va a toccare altri aspetti. Per certi versi, aspetti che rendono addirittura «inutile» qualunque esercizio rivendicativo.

La Lega Nord ha citato Pertini semplicemente perché in quel momento rappresentava un «altro» rispetto a Napolitano e tutto quello cui l’attuale ufficio della Presidenza della Repubblica rappresenta. Lo cita attraverso quella logica di appropriazione superficiale di tutto quello che è utile in un dato momento a conferma di una tesi e di un’opposizione. Non importa se Sandro Pertini non esprime critiche all’Europa (bensì all’approccio «da mercanti» che lascia fuori nazioni come Spagna e Portogallo). Importa che una figura ‘pop’ e percepita come ‘vicina alla gente’ esprima una perplessità generica e subito questa diventa una presa di posizione contro l’Europa delle banche – che stritola la gente onesta – e quindi utile alla strategia anti-europa della Lega.

Qualche tempo fa Francesco Merlo ha scritto su Repubblica un’interessante articolo sulla ‘nuova’ Lega di Matteo Salvini (lo potete leggere qui) in cui si descrive il nuovo partito come un contenitore che va a raccogliere tutto quello che banalmente non viene raccolto dal PD ‘partito-nazione’ di Renzi. Da Giulietto Chiesa a Vladimir Putin, da Marine Le Pen a Kim Jong-un. Un «joker pigliatutto», diciamo. Che prende quello che serve e quando serve. Senza nessun tipo di rispetto o interesse per il contesto, per il momento e per la storia che c’è dietro.

Forse questi sono i tanti temuti lati oscuri della politica post-ideologica e del racconto svuotato da qualsiasi attinenza dai fatti reali. Dove non esiste una coerenza di idee, ma una coerenza di racconto. La Lega è nazional-popolare, vicina alla gente; Pertini è un’icona nazional-popolare, vicina alla gente. La Lega critica l’Europa; Pertini dice «ma che Europa è mai questa?». Allora il messaggio di Pertini è utile, 31 anni dopo, a rafforzare il messaggio della Lega Nord. O quantomeno di chi crede e segue il suo nuovo racconto.

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