Ancora su «Her» di Spike Jonze, qualche mese dopo

Questa sera ho introdotto la proiezione di Her in una sala gremita. Tantissimi ragazzi. Davvero tantissimi. Mi è già capitato di presentare dei film al RAT, un locale torinese che da qualche anno propone un cineforum (da quest’anno in collaborazione col DAMS di Torino). E molti anche in linea con il target del locale – ad esempio The Royal Tenenbaums, The Social Network, The Squid and the Whale – ma non mi è mai capitato di parlare davanti a una sala così piena e così partecipe. Gente che entrava anche a film iniziato e si fermava a guardare in piedi il film, cercando di sostenere lo sguardo perso, alienato di Joaquin Phoenix. Quello che mi ha stupito non è solo la presenza, ma anche il trasporti con cui hanno cominciato a guardare il film. In silenzio. Partecipavano. Guardavano. Lo sentivano loro. E se conoscete il locale capite quanto questa cosa sia fuori dall’ordinario. Segno che al netto di tutta una serie di brutte recensioni, brutte critiche e una liquidazione superficiale, si tratta di un’opera che ha toccato dei nervi scoperti, magari anche inconsapevoli. Ha segnato un punto, qualcosa da cui non si può prescindere. Non ho mai fatto mistero di aver amato tantissimo il film. Un film che mi ha anche scosso profondamente, lasciandomi in uno stato di profondo shock emotivo dopo la visione. Non voglio cercare di astrarre troppo. Voglio semplicemente ribadire che Spike Jonze è riuscito a ‘raccontare’ la condizione contemporanea toccando davvero dei tasti che non si ha molto spesso il coraggio di affrontare con questa onestà, questa trasparenza e con questa sincerità a tratti fastidiosissima. Credo anche sia un fantastico film sulla sorpresa nelle piccole cose della vita di cui ci accorgiamo quando ormai pensiamo di essere anestetizzati e di prendere tutto con l’aria di chi l’ha sempre saputa più lunga degli altri. Insomma, un fantastico racconto sull’«umanità». Che tra l’altro è una dimensione attualissima. E poi a Spike Jonze io ho sempre voluto molto bene.

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Io credo davvero, senza nessuna malizia e senza nessuna posa, che Her sia un film capitale e fondamentale. Ne ho già scritto, in modo meno immediato, qui.

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Un pensiero su “Ancora su «Her» di Spike Jonze, qualche mese dopo

  1. Bello, suggestivo ma mai troppo fantasioso… racconta di noi, della realtà in cui viviamo. La tecnologia pervade le nostre vite e sgretola piano piano i rapporti. buon film davvero e bravissimo Joaquin Phoenix. Ho fatto anche io una recensione sul film, dai pure un’occhiata al mio blog!

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