La malattia senile del giornalismo

Tutti stanno commentando l’intervista di Ferruccio De Bortoli al Fatto Quotidiano citando i passaggi su Matteo Renzi, sul trasformismo, sull’Italicum e sul Partito della Nazione. Tutto giusto. Del resto, all’ex direttore del Corriere potremmo imputare quella tendenza dell’«a posteriori» per cui prima si saluta una novità per il semplice fatto che è una novità e poi si fa marcia indietro. A questo riguardo c’è un passaggio che non verrà considerato moltissimo, perché l’attualità è un’altra. Però è un passaggio significativo per quanto riguarda il senso del fare giornalismo e del fare/farsi domande:

La malattia senile del giornalismo si manifesta quando accade qualcosa e tu pensi di sapere già come andrà a finire. Invece ti devi stupire, sempre. Quando giudichi dall’alto, con la giacca e la cravatta, come faccio io, sei superficiale, superbo. E alla fine fai male il tuo mestiere

Già.
Ma come diceva quel tale, avere ragione troppo presto o troppo tardi è inutile (… o forse no?).

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