Per un’Europa oltre l’austerità bisogna immaginarsi una nuova via

Quando immaginate un incontro politico di solito vengono in mente iniziative ingessate e polverose, dove al posto degli interventi c’è una passerella, dove ognuno fa sostanzialmente pubblicità a se stesso e parla alla propria nicchia confermando quelle poche certezze che ancora abbiamo e alla fine torniamo a casa rinfrancati, e da domani poi però si ricomincia sempre con la solita minestra. A che tipo di incontri vorreste andare? Del resto, quando usiamo la parola ‘politica’, non intendiamo solo un termine che indica quella cosa fatta di partiti, rapporti di forza e giochi di potere. Intendiamo una visione del mondo, un’idea di futuro, una cultura e il tentativo quotidiano e diffuso di raggiungere dei risultati. Delle passerelle ci interessa poco. Soprattutto perché ci interessa avere qualcosa da dire. E, secondo me, domani ci sarà molto da dire.

Lunedì 29 Giugno, infatti, Daniele Viotti ha l’occasione di ospitare Kristalina Georgieva, che non è solo commissaria, ma è anche vicepresidente della commissione europea. Ma non verrà a spiegarci come mai è giusto mandare la Grecia fuori dall’Euro, no. Prima di tutto perché non è giusto. E in secondo luogo perché non si parla di questo. Ci sono diverse persone da ascoltare. Persone che hanno studiato, che hanno domande, che hanno proposto qualcosa che vada oltre la semplice ricetta dei tagli e delle tasse per ‘creare’ innovazione e, banalmente, ‘creare’ futuro. Alla fine il problema dell’Europa è che, stringi stringi, impegnandosi troppo a tenere i conti a posto, si è dimenticata di immaginarsi un futuro per tutti e non solo per alcuni.
Avremo, ad esempio, gli studenti delle Università di Torino, Milano e Pavia che affronteranno alcune discussioni di carattere economico con la commissaria, per capire come mai questa politica di tagli sia l’unica via e se non sia possibile immaginarsene una nuova. Appunto, La nuova via. E avremo anche alcuni personaggi che ci racconteranno come sia possibile lavorare affinché si superino i paradigmi dell’austerità. Perché non è solo un fatto di numeri, è anche un fatto culturale. Egemonico, per dire una parola che non usiamo più. Da Bruce Sterling a Jasmina Tesanovic che ci parlano di demotica e futuro, a Matteo Zulianello che ci parla di ‘energia’ (che sarà il tema cruciale dei prossimi 200 anni) e Pietro Dominici che ci parla di ‘complessità’ (quella cosa che la politica italiana si è dimenticata) e davvero tanti altri che vi invito a scoprire sul programma.

Quando mi immagino un evento politico mi immagino un evento a cui mi verrebbe voglia di partecipare. Ecco, questo è quel tipo di evento. Ci vediamo domani, alle 18, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

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