Narrazione vs Azione. Il caso delle P.IVA

C’era una volta un manipolo di persone che volevano cambiare il Partito Democratico rovesciando l’agenda tematica di quello che si candidava a essere un grande partito di governo di centrosinistra portandolo nei problemi del lavoro contemporaneo. Ad esempio, portandolo a parlare di Partite IVA.
C’era una volta un manipolo di persone che si sono prese il Partito Democratico attraverso una convincente narrazione sull’individuo artefice del proprio futuro se dotato di intelligenza, intraprendenza e voglia di mettersi in gioco. L’individuo, insomma, che al posto di cercare lavoro ‘si inventava’ un lavoro.
C’era una volta un manipolo di persone che avrebbe finalmente parlato ai giovani professionisti, ai non rappresentati, a quelli che avevano un sogno e volevano provare a realizzarlo nel proprio paese. Sì, un sogno che non si sarebbe infranto per colpa di una burocrazia bizantina, di un consociativismo fuori tempo massimo, di un protezionismo che puzzava di paura. No, c’era finalmente un Partito pronto a cogliere la sfida del futuro. Non c’è alternativa al futuro, dicevano.
C’era una volta, e forse non c’è più. Perché se questo emendamento che va a colpire i liberi professionisti, di fatto limitando il loro raggio d’azione e le loro possibilità, venisse confermato, sarebbe un boomerang, un inciampo logico, pure contro-intuizione.
C’era una volta un manipolo di persone che voleva portare l’Italia in Europa, salvo accorgersi che l’Europa sta andando da un’altra parte.

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