I tecnici della sopravvivenza

La politica è vuota e impotente, e non è da poco che ce ne siamo accorti: paralisi della rappresentanza, congelamento della competizione tra idee progettuali, perdita di significanza delle promesse e dei programmi elettorali, ossessioni umanistiche, allergia per il pensiero non allineato; sopratutto, sguardo rivolto al passato, retrospettivo e ripartivo, e incapacità di guardare al futuro con uno sguardo prospettivo. Così, il governo si trasforma, degenerando in mera e affannosa ricerca di palliativi temporanei ai mali che corrompono le società, minandole dall’interno. I governanti si riducono a tecnici della sopravvivenza, ai quali manca la capacità di sollevare lo sguardo dall’immediato presente e gettarlo un poco più in là dalle continue “emergenze” che li assillano.

Gustavo Zagrebelsky, Moscacieca, Laterza 2015 (pp. IX-X)

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