The Big Picture

In Italia abbiamo un governo retto da un partito di centrosinistra che si accorda con un partito di centrodestra per una situazione di emergenza che diventa via via strutturale anche su questioni che mai avremmo pensato di mettere in discussione come i diritti civili.
In Inghilterra abbiamo una leadership conservatrice che minaccia di uscire dall’Unione Europea nonostante tutto per rincorrere il voto di una larga fetta del popolo britannico da qualche tempo approdato a una falange di pericolosissimo bifolchi che sostengono ancora l’industria del carbone.
In Francia la questione dell’integrazione esplode giorno dopo giorno e nonostante tutto resta viva la minaccia politica di un partito fortemente incline a politiche intransigenti, repressive e violente.
In due paesi scandinavi da anni considerati un fiore all’occhiello, da prendere a esempio per praticamente tutto, si attuano misure coercitive molto gravi per impedire a chi avrebbe potrebbe richiedere il diritto d’asilo di farlo. E intanto continua a girare in cerca di un porto sicuro.
In altri paesi dell’Unione si sta paventando l’ipotesi di chiusura ‘violenta’ delle frontiere: addirittura attraverso un muro. E tanti saluti al trattato di Schengen e all’Europa fondata sulla pace, l’accoglienza e il mutuo soccorso.
In Turchia e in Russia abbiamo situazioni in cui i diritti umani vengono messi in scacco da presidenti eletti ma con un concetto di democrazia e tolleranza del dissenso abbastanza flessibile. Questi stessi presidenti, inoltre, fanno pesare la loro importanza geo-politica e strategica per strappare trattamenti di favore che nessun altro paese, forse, potrebbe ottenere.
Gli Stati Uniti, come ogni quattro anni, rischiano di finire in mano a fanatici religiosi, fondamentalisti, riottosi energumeni convinti di poter dominare il mondo e gestire la politica come se giocasse a ‘Street Fighter’ schiacciando tasti a caso.
Per non parlare di quello che succede nei regimi autoritari, in medio-oriente, nello Stato Islamico, eccetera.
Gli accordi di Parigi sul contrasto al cambiamento climatico sembrano dimenticati. Nel 2050 avremo circa 1 miliardo di persone (che saranno il 10% della popolazione globale) in stato di migrazione. Alcuni analisti affermano che una prossima crisi finanziaria è alle porte e la recente crisi petrolifera è solo una prima avvisaglia. C’è una diffusa isteria collettiva per cui ogni persona diversa da noi è un nemico e quindi va visto con sospetto e distrutto alla prima occasione. Ogni anno il pianeta terra finisce le sue risorse naturali annue prima del previsto e ogni anno anticipa il giorno in cui finisce le scorte.
Insomma, se non c’è un tasto ‘STOP’, almeno mi dite dove posso scendere?

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