Cosa può fare il Pd? Una proposta

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L’anno scorso i Radicali portarono avanti la campagna “Ero Straniero” per superare la Bossi-Fini e le attuali normative in materia di immigrazione. Credo che si possa ripartire da qui. Maurizio Martina (che in questo momento è il segretario reggente del Pd e si sta muovendo molto bene al di là di tutto) e Graziano Delrio (che sull’argomento è sempre stato dalla parte giusta) dovrebbero prendere le distanze una volta per tutte sia dalla recente gestione dell’Interno di Marco Minniti, sia dalle sparate alla “aiutiamoli a casa loro” di Matteo Renzi dando così un segnale di forte discontinuità. Dovrebbero farlo e dopo, solo dopo, proporre una grande campagna di mobilitazione umana e sociale permanente nel paese per costruire un forme movimento di opinione che abbia due proposte semplici ma fondamentali:

1. Il superamento del reato di immigrazione clandestina (per risolvere le questioni bisogna farlo alla radice);
2. Una riforma in senso ampio e aperto della cittadinanza. Per dirla con Javier Cercas: «E pluribus unum; cioè: da molti paesi, lingue, culture, tradizioni e storie, un solo stato».

Una mobilitazione, però, senza cappelli e senza bandiere. Con promotori e non con intestatari. O meglio, accogliendo tutte le bandiere di chi ci sta. Politiche, associative, culturali. Non del Pd ma “del paese”. Perché dovrebbe farlo il Partito Democratico? Per dimostrare di aver compreso gli errori del passato – un passato che arriva da lontano, tra l’altro, anche se gli ultimi anni hanno visto un peggioramento che ha portato moltissime persone a non votarlo più – sia per aprirsi al dialogo con quelle forze della società che ha lasciato colpevolmente perdere e per mettersi a disposizione (con umiltà partecipativa, non con arroganza dirigista) di una nuova piattaforma prima di tutto civica che possa autenticamente partire dai temi e da proposte nuove, che creino davvero cultura, integrazione e partecipazione. I leader lasciamoli perdere. I calcoli elettorali mettiamoli in cantina per qualche anno. Preoccupiamoci del lungo termine. Preoccupiamoci per un attimo del mondo in cui vogliamo vivere.

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La lunga notte: è ora di agire

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Lega e 5 Stelle fanno esattamente quello per cui sono stati votati. Orribile? Sì. Vergognoso? Certamente. Disumano? Oltre ogni dire. Lo sapevamo. Il Joker Matteo Salvini – personaggio tragico, violento e strumentale – non aspettava altro per imprimere una nuova violentissima accelerata alla sua campagna elettorale permanente. Una prova di forza perfettamente coerente con gli orrori che da anni propugna come programma politico. Orrori con cui ha sestuplicato i consensi della Lega.

Partiamo da qui. La nostra indignazione non basta più. Non è sufficiente. Parliamo solo tra di noi. Credo sia ora di cominciare a riappropriarsi dello spazio pubblico e agire. Smetterla di scrivere solo su Facebook, ma portare la nostra posizione nelle piazze, nei luoghi pubblici che frequentiamo. Scriviamo ai nostri rappresentanti di collegio per dire loro di portare in parlamento una linea dura di opposizione mentre nel paese, nel quotidiano, cerchiamo di far capire come mai è sbagliato sacrificare la nostra umanità sul finto altare della sicurezza. Su questi temi non è necessario un surplus di riflessione. O siamo per l’accoglienza, o non lo siamo. O stiamo dalla parte di chi vuol vedere il mondo bruciare, o stiamo dalla parte di chi vuole che questo mondo sia leggermente migliore di come è adesso.

La politica che vuole stare da questa parte non deve più limitarsi alla comunicazione social, ma stare nelle piazze. Ogni giorno. A presidiare, a spiegare, cercando di far capire come mai è giusto credere ancora in una società aperta, senza confini e senza immigrazione clandestina, in cui solo accogliendo si può acquisire umanità e ricchezza culturale. Una società connessa deve esserlo anche nella vita vera, anche a costo di prendersi tutti gli insulti che non si è voluti prendere in questi anni. La società civile (dalle associazioni culturali ai sindacati, che mai come in questi giorni devono tornare a essere centrali) deve fare la sua parte e costruire la famosa contro-egemonia partendo dal quotidiano, dalle cose minime, dalla divulgazione e dal confronto. Gli intellettuali devono tornare a impegnarsi, a mettere in discussione il nostro schema di interpretazione del mondo, ragionare sulla complessità rifuggendo ogni tipo di consolazione e tornare a essere avanguardia di pensiero e collegamento tra politica, società e persone.

Siamo nella lunga notte, e questo è solo l’inizio. Lega e 5 Stelle hanno un progetto e non possiamo più trattarli come degli accidentali “idiot savant” che per sbaglio sono finiti a governare questo paese. Prima ce ne rendiamo conto, prima iniziamo a costruire l’alternativa, prima ne possiamo uscire. Non sarà breve, non sarà facile. Ma è giunta l’ora di farlo. Perché se ci limitiamo a stare qui tra di noi a lamentarci del fatto che abbiano vinto i brutti, sporchi e cattivi, non solo non andremo da nessuna parte, ma finiremo per essere anche complici.

(su FB)