Gli eroi della ritirata

Fu Clausewitz, il classico per eccellenza del pensiero strategico, a dimostrare che l’operazione bellica più difficile è proprio la ritirata. E ciò vale anche per la politica. Il non plus ultra dell’arte del possibile consiste appunto nel saper rinunciare a una posizione insostenibile. Pertanto, se la grandezza di un eroe dipende dalla difficoltà del compito che deve affrontare, lo schema eroico non dovrà essere soltanto rivisto ma addirittura invertito. Qualsiasi idiota è in grado di lanciare una bomba. Mille volte più impegnativo, invece, è riuscire a disinnescarla.

Hans Magnus Enzensberger, Gli eroi della ritirata in Zig Zag. Saggi sul tempo, il potere e lo stile (Einaudi 1999).

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Per come si è

[…] Scrivo su un giornale, aveva aggiunto con fierezza. In verità la sua firma era comparsa soltanto due volte nella pagina delle lettere. Ma la ragazza-Nietzsche non covava sospetti, né pareva attribuire particolare importanza alla lista di decorazioni più o meno attendibile che Moraldo sfoggiava. Sembrava, piuttosto, che le piacesse lui. Lui senza albero genealogico, lui senza medaglie. Il che, agli occhi dell’interessato, risultava tanto stupefacente, fittizio, da volerglisi opporre con tutte le forze: almeno in questo, contava riaffermare il principio di realtà. A niente valeva la dolcezza con cui lei gli spiegava che si poteva voler bene a qualcuno anche se non scrive sui giornali. Si può volere bene a qualcuno perciò che è. Senza nulla intorno. […]

Paolo Di PaoloMandami tanta vita, Feltrinelli, 2013, p. 22